venerdì 27 settembre 2013

I Social Network a difesa dei consumatori.

Un mio conoscente decide di acquistare una macchina fotografica subacquea di una nota casa orientale.
Fa con essa delle belle fotografie insieme alla figlia, ma dopo un mese di utilizzo essa smette di funzionare. Lui la ha sempre utilizzata come indicato nelle istruzioni, effettuando tutte quelle procedure indicate, e spesso noiose, che il produttore indica, nonostante tutto essa si ossida.
Porta la macchina al  più vicino centro di assistenza per usufruire della riparazione in garanzia, dopo svariati giorni il centro di assistenza gli comunica che la macchina non è riparabile, che il guasto è da addebitare a lui per negligenza. Aggiungono che di quei dispositivi ne hanno venduti a migliaia e nessuno si è lamentato di tali problemi. Lui prova a difendersi che forse solo la usa unità è difettosa, ma il centro assistenza non ha intenzione ad esaminare meglio il dispositivo.


Il mio amico è sicuro di aver agito sempre correttamente (come indicato nelle istruzioni) non si dà per vinto ed apre un caso su un noto Social Network proprio nella pagina dedicata alla filiale italiana del produttore.
Il caso da lui aperto viene seguito e commentato da alcuni suoi contatti (tra cui io), la casa madre si occupa di esso, lo ricontatta privatamente e chiede di vedere di nuovo l’apparecchio, questa volta se lo vengono addirittura a prendere loro, per effettuare delle indagini più approfondite.
Nel frattempo il caso continua ad essere seguito sul Social Network e su esso scrivono anche altre persone.
Non si capisce come, ma , privatamente, il noto produttore si rende conto che l’apparecchio ha un difetto e decide di sostituirlo, addirittura con uno di fascia superiore.
A mio avviso questa azienda prende la sufficienza. Il centro assistenza è stato forse un po’ troppo frettoloso (anche se ha impiegato giorni) a chiudere il caso (in maniera errata), l’utente deve sudare per far sentire la sua voce, ma alla fine la spunta.
L’utente invece viene promosso a pieni voti. Ha esercitato un suo diritto e quando hanno provato a negarglielo ha usato nel miglior modo possibile gli strumenti in suo possesso per spuntarla.

Volete seguire i passi e gli eventuali sviluppi futuri? Eccoli

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