mercoledì 8 febbraio 2017

Un esempio di democrazia diretta dalla Romania


Sono anni che frequento persone provenienti dalla Romania. L'opinione che mi sono fatto è: grandi lavoratori, donne molto forti, poco pelo sullo stomaco. I loro figli poi ... dopo qualche anno difficilmente si riesce a notare la differenza con gli autoctoni ... In poche parole, che ben vengano i Italia, per quanto mi riguarda.

Spulciando le notizie di questo inizio di febbraio 2017, mi saltano all'occhio notizie che vengono da quella terra. In realtà le devo cercare, i maggiori quotidiani accennano solamente a qualcosa. Hanno forse paura che gli Italiani sappiano?

Di seguito la storia di questi giorni, naturalmente riassunta, fin dove è possibile.


Nel novembre 2015 il governo di sinistra Psd è costretto a dimettersi per corruzione. La causa è l'incendio alla discoteca Colectiv che porterà alla morte di oltre 60 persone. Si avrà in governo tecnico transitorio. 
Il governo tecnico effettua delle riforme per cercare di combattere la corruzione. I soldi non vengono recuperati e gli elettori sembra non si accorgano del lavoro svolto.

Dicembre 2016 In Romania ci saranno le elezioni, 18 milioni di elettori voteranno il governo che dovrà durare 4 anni. In un contesto di crisi del lavoro, di crisi dei salari la campagna elettorale fa leva sulla nostalgia de regime comunista (caduto nel 1989).

Se nelle città c'è molta disoccupazione, fuori da esse c'è il più alto tasso d mortalità infantile d'europa. La precedente affluenza alle urne era stata inferiore al 50% 7 milioni e mezzo di votanti

11 dicembre 2016 ci sono le elezioni, vinte di nuovo dal Psd con il 45% delle preferenze, seguito dal partito liberale con il 20% delle preferenze.

27 dicembre 2016. Secondo la Costituzione Rumena è il Presidente della Repubblica, un consevatore, che deve nominare il Primo Ministro. Gli viene proposta la signora  Sevil Shhaideh, ma rifiuta. Lei è stata indicata dal leader del partito che ha vinto le elezioni. Lo stesso non può presentarsi a causa di una condanna penale. La signora è di credo musulmano, sposata con un siriano ed è donna .. Le possibili cause di questo rifiuto sono molteplici e mai chiarite dal Presidente.

30 dicembre 2016. Viene finalmente eletto il Primo Ministro, si tratta di Sorin Grindeanu.

31 gennaio 2017 di sera. Il nuovo governo emette un decreto svuotacarceri che depenalizza la carcerazione per corruzione, nel caso in cui il danneggiamento dello stato non raggiunge i 44.000 euro. Si creano così due forme di corruzione, una per cui si va in prigione ed una per cui si reagisce con un alzata di spalle (come viene scritto sul Washington Post). con questo decreto eviterebbe il processo e forse la prigione il capo del Psd (il partito in che ha vinto le elezioni).

1 febbraio 2017. 300.000 persone scendono in piazza per protestare, con lo slogan "I ladri lavorano di notte". Il decreto viene anche criticato dalla Comunità Europea e dal Presidente della Repubblica Rumena. 300.000 manifestanti su una popolazione di 20 milioni di abitanti ha lo stesso peso che avrebbe in Italia una manifestazione di 1 milione di persone. Dalla caduta del regime di Ceausescu non si vedeva più in Romania manifestazioni del genere.

2 febbraio 2017. La Corte Costituzionale chiede ufficialmente al Governo di motivare il decreto entro 5 giorni. Il Ministro del Commercio si dimette pubblicamente.

5 febbraio 2017. Il Presidente del Consiglio ritira il decreto per poterlo modificare.

7 febbraio 2017. Il popolo però non è contento. Continua a manifestare, ora si contano 800.000 mila persone in piazza in diverse città. I manifestanti chiedono ora le dimissioni del Presidente del Consiglio. Non si fidano più di lui. Il Governo non si dimette, ma chiede al Ministro della Giustizia di preparare una nuova proposta di legge.

9 febbraio 2017. Il Ministro della Giustizia si dimette. 

13 febbraio 2017. Le proteste continuano con "solo" 50.000 persone in strada a Bucarest. La richeista è sempre la stessa, le dimissioni del Governo.



Fonti:
http://www.internazionale.it/tag/paesi/romania 
http://www.lastampa.it/esteri